The Walking Dead – Volume 65 Rivolta

Se il precedente volume era incentrato su Rick e i suoi.
Questo invece si concentra sulla vita nel Commonwealth.
In particolare su Michonne e sua figlia.
Le due decidono di prendersi una piccola paura e fare una gita alla vicina località turistica in riva al mare/lago, non ho capito cos’è.
(Praticamente è la stessa scena del volume precedente ma invertita, con al posto del governatore Michonne, in fondo le due comunità non sono poi così diverse)
A scortarli abbiamo Jeremy, un membro delle forze dell’ordine incaricato di provvedere alla sicurezza del nuovo avvocato.

(Alla fine trovate il link agli altri volumi)

Il soggiorno è molto piacevole e all’insegna del lusso, è assurdo immaginare che esistano ancora posti del genere in un mondo colpito dall’apocalisse zombie.
Una volta tornati, la realtà con i suoi problemi, investe nuovamente Michonne.
Nel Commonwealth la situazione è abbastanza agitata.
Un cittadino ha perso la vita dopo aver aggredito una guardia per motivi privati.
Le notizie corrono veloci nella comunità e la cosa non fà che alimentare il malcontento crescente della popolazione.
A difendere l’operato delle guardie viene convocata proprio la nostra spadaccina.
(Anche se la katana è stata temporaneamente appesa al muro)

Gli animi in città non accennano a placarsi e da questo scaturisce una rivolta senza precedenti.
I cittadini prendono di mira chiunque faccia parte delle autorità.
Tra di loro anche Jeremy.
Il tutto proprio al momento dell’arrivo in città di Rick e degli altri.
(Non il migliore dei benvenuti)
Fortunatamente tutto si sistema e anche se con qualche ferita, Michonne riesce a scamparla.
Rick e gli altri decidono di aiutare a sistemare raccogliendo la spazzatura, il loro buon esempio coinvolge anche il governatore.
Dwight invece sembra essere pronto a far esplodere tutto.

CONSIDERAZIONI
Forse c’è speranza per un futuro migliore?
Ancora non lo sò, è molta bella come idea ma come ho ripetuto più volte, la cosa è abbastanza utopistica.
Perciò, anche se l’idea di fare ognuno la sua parte è interessante e la approvo in pieno, la vedo poco realistica per un futuro a lungo termine.
l’umanità non funziona cosi.
Nel giro di qualche anno questo spritio altruistico si perderà, se non ci credete guardate alla stroia mondiale, dopo ogni tragedia i popoli si uniscono con la speranza di migliorare ma più passa il tempo più siamo sempre qui a fare la guerra.
Quindi si, spero in un finale con i piedi per terra e non troppo sognante sulla speranza per il futuro.
Anzi, onestamente credo che preferirei un finale un pò cupo che lasci quel senso di amaro in bocca.

<– Volume precedente / Volume successivo –>

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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