The Walking Dead: vol 67 Distanze

Il volume si apre con il discorso post attentato del governatore.
Non ci sono stati danni apparenti ma il malcontento cresce sempre di più, i cittadini sono sull’orlo della rivolta civile.
Il discorso di Rick non riesce ad allentare più di tanto la tensione, ormai la crepa è troppo grossa per essere richiusa con due parole ben piazzate del nostro ex-sceriffo.
Tra i più insoddisfatti dell’attuale governo abbiamo anche la colonna portante della sicurezza, Mercer.

(Alla fine trovate il link agli altri volumi)

Intanto a casa, Carl e un manipolo di uomini parte in direzione del Commonwealth.
Non avendo notizie di Rick e gli altri da diverso tempo, gli abitanti iniziano a preoccuparsi, in fondo ci troviamo pur sempre in un mondo devastato e pieno di mostri pronti a mangiarci vivi, gli imprevisti sono dietro l’angolo.
Durante il tragitto rivediamo una faccia conosciuta, si tratta di Principessa.
La donna ha pensato bene di darsela a gambe e lasciare il vulcano pronto ad eruttare che è diventato il Commonwealth.
Tra una fuga da un gregge di zombie e un’altro, scopriamo finalmente qualche particolare in più su questo personaggio così strambo.
Il passato della ragazza è stato abbastanza difficile, soprattutto dopo la morte del padre e il nuovo matrimonio della madre.

Torniamo per un secondo nell’irreale lusso fatto di pace e normalità che è il Commonwealth, le cose peggiorano sempre di più, Mercer esprime apertamente il suo disgusto per la situazione del governo e cerca di guidare le guardie verso una ribellione (volendo anche pacifica) ma la cosa non viene accolta al meglio e il leader dall’armatura rossa finisce per ritrovarsi in cella.

Non molto lontano la ruota del destino (o meglio, la ruota della sfiga) ha iniziato a girare, Eugene è emozionato come un bambino a Natale, il suo lavoro sul treno stà facendo parecchi passi in avanti e niente potrebbe staccarlo dal suo nuovo giocattolo.
Peccato che la sua strada coincida perfettamente con la direzione del gregge di zombie che aveva attaccato Carl e gli altri.

CONSIDERAZIONI
La situazione si stà evolvendo sempre di più, non manca praticamente niente alla fine, giusto un centinaio di pagine e ci siamo, spero che riescano a gestire bene tutta la questione della rivolta interna.
Forse il governatore Pamela capirà i suoi errori e istituirà un sistema di libere votazioni per la distribuzione del potere?
(Non che questa sia una soluzione definitiva, anche ai giorni nostri il governo viene scelto attraverso votazioni ma il malcontento c’è ugualmente, però è sempre meglio della situazione del Commonwealth)
Mi ha fatto piacere vedere Rick e Michonne riavvicinarsi, i personaggi sono sempre molto diplomatici tra di loro, non c’è quasi mai quel sentimento di “io sono il buono, l’altro è il cattivo” forse perchè in fondo, tutti capiscono che i cattivi presenti nella storia sono quasi sempre stati trasformati a causa dell’apocalisse, nel mondo reale forse sarebbero state persone normali, o quasi.

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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