Dungeons and Dragons: Introduzione al gioco – parte 2: i personaggi

Post realizzato da Il Viandante Nero

Dungeons and Dragons – Corso primo livello

Lezione 2: i personaggi

Salve a tutti e benvenuti alla seconda lezione del corso introduttivo di D&D!

Per chi non mi conoscesse sono il Viandante Nero, ospite anche questa volta del gentilissimo Anketsu. Questo è il secondo articolo che vuole essere un corso introduttivo a ciò che è Dungeons and Dragons e a quali sono le regole basilari per iniziare a giocare. Se vi siete persi il primo articolo, lo potete trovare qui. (Parte 1)

Nell’articolo di oggi, ci focalizzeremo sull’elemento più importante del gioco, ovvero i personaggi.

In un gruppo di D&D, infatti, la maggior parte dei giocatori impersonerà l’identità di un personaggio di fantasia, mentre solo una persona, il Dungeon Master, avrà il compito di descrivere il mondo, impersonare i personaggi non giocanti e gestire il gioco facendo in modo che tutti, lui compreso, si divertano.

Tutto ciò che un personaggio è, possiede, può fare o non fare in termini di gioco è riassunto nella scheda del personaggio, una serie di fogli di carta che riportano le diverse caratteristiche e abilità del personaggio con cui si sta giocando. La spiegazione delle singole voci della scheda è contenuta in dettaglio nel Manuale del Giocatore, il primo manuale che ogni giocatore di D&D dovrebbe leggere; in questo articolo mi limiterò a riportare un breve riassunto per aiutare i nuovi giocatori ad orientarsi tra le tante voci contenute nella scheda.

Perché, lo ammetto, a volte vedere così tanti numeri e voci può spaventare, mentre, a conti fatti, le regole di base risultano essere estremamente semplici.

La prima informazione che viene riportata è il nome del personaggio. Il nome può essere preso dai diversi esempi riportati nel manuale, preso dai racconti epici del passato, dai libri fantasy, dalla propria famiglia oppure inventato dal giocatore, poco importa, ma è quell’unicum che rende il personaggio ciò che è, la sua identità in poche parole e sarà il nome con cui verrà chiamato durante il gioco, perciò pensate bene a quale nome volete dare al personaggio che vorrete interpretare.

Subito a fianco del nome del personaggio, troviamo altre informazioni basilari, come la razza, la classe, il livello, il background, l’allineamento e i punti esperienza.

Dungeons and dragons scheda del personaggio
-la scheda del personaggio-

La razza di un personaggio indica la stirpe di appartenenza del personaggio in un mondo fantasy: può trattarsi di un versatile Umano, di un robusto Nano, di un agile Elfo, di uno sfuggente Halfling, che sono le razze più comuni, oppure di una razza più particolare, come gli Gnomi, i Dragonoidi, i Tiefling, oppure ancora una razza “ibrida” come i Mezzelfi o i Mezzorchi.

La razza non definisce solo l’aspetto esteriore generale del personaggio o la sua età media, ma influenza anche le sue abilità fisiche e alcune abilità particolari strettamente legate alla razza di appartenenza. Elfi e Nani, ad esempio, possiedono entrambi l’abilità di vedere in condizioni di luce fioca o di oscurità meglio di un Umano, ma mentre i primi sono agili e possiedono l’abilità di resistere alle illusioni e alle magie che influenzano la mente, i secondi sono invece robusti e resistenti ai veleni e alle tossine.

In linea di principio non esiste una razza più forte delle altre, perciò potete scegliere la razza che, secondo voi, si addice meglio al vostro personaggio senza timore di commettere un errore.

La classe di un personaggio, invece, rappresenta l’addestramento che il personaggio ha ricevuto al momento dell’inizio del gioco. Qui si ha l’intero spettro di possibilità: dai feroci barbari che combattono in preda alla furia agli esperi guerrieri che uniscono la forza alla disciplina militare; dai misteriosi maghi capaci di manipolare la magia attraverso la loro mente ai mistici druidi che attingono al potere grezzo della natura; dagli astuti ladri capaci che si aggirano tra le ombre attendendo il momento opportuno ai nobili paladini che mettono al primo posto l’onore della cavalleria.

Dato che ci sono diverse razze e molte classi tra cui scegliere, prossimamente scriverò degli articoli dedicati per descrivere meglio le diverse scelte possibili.

Il livello del personaggio è invece un indicatore grezzo del potere del personaggio. Ogni personaggio inizia le proprie avventure al livello uno e, mano a mano che acquisisce punti esperienza durante il gioco, il suo livello aumenta, consentendogli l’accesso a nuove abilità o permettendogli di aumentare le sue statistiche di gioco.

Più il livello di un personaggio sarà alto, più impegnative saranno le sfide che potrà affrontare senza rischiare di morire sul colpo.

Dungeons and dragons classi dei personaggi

L’allineamento di un personaggio indica quale sia la sua personale posizione filosofica in merito alle dicotomie bene/male e ordine/caos. Un personaggio buono tenderà ad agire per il bene della comunità e potrebbe arrivare ad immolarsi per una nobile causa, mentre un personaggio malvagio tenderà a pensare solo a sé stesso e ad accumulare sempre più potere per sé stesso o per i suoi oscuri padroni sperando in un’opportuna ricompensa. Un personaggio legale tenderà a rispettare le regole, le tradizioni e l’autorità, mentre un personaggio caotico tenderà ad agire secondo il suo personale metro di giudizio, a volte commettendo dei crimini, se lo ritiene la cosa giusta da fare in quel momento.

L’allineamento del personaggio è più una sorta di “traccia” per decidere come potrebbe agire il personaggio nella maggior parte delle situazioni, non è strettamente vincolante e in termini di gioco risulta importante solo in relazione ad alcuni incantesimi o poteri che sono in grado di aiutare, ostacolare o danneggiare creature di particolari allineamenti.

Come regola generale, i personaggi non dovrebbero essere malvagi, perché questi tendono spesso a lavorare male in squadra, quindi il gioco di ruolo ne risentirebbe. In ogni caso, se volete ad ogni costo interpretare un personaggio malvagio, discutetene con il vostro Dungeon Master.

Il concetto del background, invece, è qualcosa che è stato introdotto a partire dalla quinta edizione e rappresenta il “passato” del personaggio, fornendogli una serie di competenze in alcuni strumenti e abilità, oltre che a un’abilità unica legata a questo background che lo può avvantaggiare in determinate situazioni.

Rispetto alla razza e alla classe, il background tende a influenzare il gioco in maniera minore, perciò lascio a voi lettori il piacere di leggere quelli riportati nel manuale del giocatore e scegliere quello che meglio si adatta all’idea che vi siete fatti del vostro personaggio.

Veniamo ora al cuore del personaggio, ovvero le sue Caratteristiche. Queste sono sei valori numerici, che possono variare da un minimo di 3 a un massimo di 20. Per determinare il valore di ciascuna caratteristica ci sono diversi metodi, dal lancio dei dadi all’assegnazione di valori predeterminati, fino all’assegnazione di un certo numero di punti da spendere per migliorare un valore di base per ciascuna caratteristica. Ognuno può scegliere quello che preferisce, io trovo il migliore tirare per sei volte quattro dadi, scartando il più basso, e poi decidere come assegnare i valori ottenuti, tenendo conto che ogni razza avrà un bonus specifico ad alcune di queste caratteristiche.

il party combatte un drago

Le caratteristiche si spiegano facilmente mediante il loro nome: Forza, la capacità di un personaggio di spostare pesi o di colpire duro; Destrezza, l’abilità di un personaggio di essere preciso, il suo senso dell’equilibrio e la sua agilità di mano; Costituzione, che rappresenta la robustezza del personaggio e la sua abilità nel resistere agli sforzi e alle privazioni; Intelligenza, ovvero le conoscenze e le abilità logiche; Saggezza, che rappresenta il buon senso, la capacità di percepire quello che lo circonda e di resistere alle manipolazioni mentali; Carisma, che indica l’ascendente che il personaggio ha sugli altri e la sua capacità di interagire con le altre persone.

Associato ad ogni caratteristica vi è poi un Modificatore, calcolato con la formula seguente:

(Punteggio caratteristica-10)/2, arrotondato per difetto

I modificatori possono essere positivi, nulli o negativi e si applicano ai lanci del dado quando il personaggio deve effettuare qualche azione, che sia cercare di colpire un mostro con la spada o convincere il nobile del feudo che il gioiello della corona è stato rubato da qualcun altro e che il gruppo si trovava lì solo per caso.

In alcune prove specifiche è poi possibile aggiungere il bonus di competenza del personaggio, un valore che dipende dal suo livello e che è sempre positivo. I casi in cui questo bonus può essere sommato dipendono dalla razza, dalla classe e dal background del personaggio. Un ladro, per esempio, aggiungerà il suo bonus alla prova di destrezza richiesta per scassinare una serratura, mentre un marinaio lo aggiungerà nella prova di destrezza per annodare le corde o camminare su di un’asse sospeso.

Dato che spesso ci saranno punteggi di caratteristica alti, medi e bassi, per decidere quali debbano essere i valori da prediligere è sempre una buona idea quella di dare un’occhiata alla descrizione della classe a cui appartiene il personaggio. Barbari e Guerrieri, infatti, generalmente prediligono forza e costituzione, mentre Ladri e Ranger destrezza e saggezza.

Queste, tuttavia, sono solo delle indicazioni. Un giocatore, infatti, potrebbe assegnare ad un Barbaro il punteggio massimo in destrezza, decidendo che il suo personaggio sarà un impareggiabile arciere, meno propenso a gettarsi nella mischia, ma preferendo restare ai margini dello scontro a far piovere nugoli di frecce sui nemici.

dungeons and dragons manuale del giocatore
-il manuale del giocatore-

Una volta stabilito come funzionano le caratteristiche e i modificatori assegnati, il resto della scheda è relativamente semplice da capire.

Il bonus di competenza, come ho già detto, dipende dal livello del personaggio. I modificatori ai tiri salvezza e alle prove di abilità dipendono dalle caratteristiche associate, eventualmente modificati con il bonus di competenza. La percezione passiva, ovvero 10 più il modificatore di saggezza, è un valore che indica il livello generale di attenzione del personaggio quando non fa nulla di specifico per individuare eventuali pericoli attorno a lui, più questo punteggio è alto, più sarà difficile sorprenderlo.

La Classe Armatura indica quanto è difficile colpire un personaggio e dipende dal tipo di armatura che si indossa e dal modificatore di Destrezza. L’Iniziativa, che è legata al modificatore di destrezza, indica quanto il personaggio è reattivo e va sommato al tiro di un dado a 20 facce per decidere chi agisce prima e chi dopo in un combattimento. infine, la velocità indica di quanto può spostarsi un personaggio in un round di combattimento, ovvero sei secondi circa.

Vi è poi la sezione dei punti ferita e dei dadi vita. Per ogni livello del personaggio, esso possiede un determinato dado vita, che dipende dalla sua classe.

Al primo livello, il personaggio ottiene il valore massimo di quel dado, a cui va aggiunto il suo modificatore di costituzione. Questi rappresentano il punti ferita del personaggio, ovvero quanti danni può subire prima di essere in pericolo di morte. All’aumentare del livello, il personaggio otterrà un numero di punti ferita pari al lancio del dado più il modificatore di costituzione, diventando quindi sempre più difficile da uccidere.

Il numero di dadi vita serve per recuperare vita durante il gioco. Durante un riposo breve, una piccola sosta di almeno un’ora in cui il personaggio non fa nessun tipo di sforzo, questi può spendere un qualunque numero di dadi vita che possiede per tirarli e recuperare così punti ferita. Per ripristinare i dadi vita spesi, è necessario effettuare un riposo lungo, ovvero un riposo di almeno otto ore (in genere il riposo notturno) che consentirà al personaggio di recuperare tutti i punti ferita persi e metà dei dadi vita che ha speso.

Questa meccanica è stata introdotta nella quinta edizione e, a mio parere, anche se poco “realistica” consente ai personaggi di essere più resistenti e di non morire improvvisamente per un tiro sfortunato di dado. Oltre ad evitare quella spiacevole abitudine, presente anche in videogiochi come Diablo, in cui i personaggi di basso livello sono costretti ogni due per tre a tornare al villaggio per farsi curare, spezzando così il ritmo dell’avventura.

Nel resto della scheda è possibile appuntarsi l’equipaggiamento che il personaggio trasporta, gli attacchi che può effettuare e, nel caso possa usare la magia, gli incantesimi che può lanciare e quanti ne può lanciare prima di aver bisogno di riposo.

Chi conosce le schede del personaggio delle passate edizioni, avrà sicuramente notato che ora è presente molto più spazio per elementi descrittivi come le caratteristiche fisiche del personaggio, i suoi legami, i suoi ideali, i suoi difetti, la sua storia e così via.

Questo perché, come dicevo anche nell’introduzione al gioco di ruolo, in questa edizione si cerca di rendere il personaggio di ogni giocatore più come un personaggio di un romanzo, piuttosto che quello di un videogioco.

Per questo motivo, già dalla creazione del personaggio vi invito a pensare non solo alle sue statistiche di gioco, ma anche a chi è, da dove viene e a considerarlo non solo uno strumento con una serie di abilità, ma come una sorta di vostro “alter ego” di cui indosserete i panni mentre state giocando.

Per oggi mi fermo qui, le informazioni sono già moltissime, spero di essere riuscito a riassumerle senza creare confusione.

Se avete suggerimenti o richieste scrivete pure nei commenti, per ora ci aggiorniamo al prossimo articolo!

Un saluto errabondo,

Il Viandante Nero

P.S. qui trovate la seconda parte dell’articolo, questa volta relativo alla creazione dei personaggi.

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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