AnketsuPills: Beelzebub

Oggi parliamo di Beelzebub, manga shonen di Ryuhei Tamura, fumettista classe 80 con all’attivo già diversi lavori.
La sua carriera inizia nel 2003 con una serie di storie brevi, il tutto procede abbastanza bene, i suoi lavori vengono notati ed apprezzati dal pubblico, questo gli concede nel 2009 l’opportunità di lavorare con Shueisha e vedere pubblicata la sua opera più famosa, per l’appunto Beelzebub.

La storia segue le vicende di Tatsumi Oga, un giovane, che si trova al sui primo anno dell’accademia Ishiyama.
Oltre ai classici problemi di quell’età, il ragazzo si troverà in una situazione particolare.
La sua vita verrà completamente cambiata dall’incontro con un bambino di nome Beel, vi ricordo che si tratta di roba giapponese quindi non puó essere un semplice e normale bimbo, ed infatti, il pargolo si rivela essere il figlio del re dei demoni.
Ora spetta a Tatsumi crescere il piccolo e difenderlo dai nemici, non è che ha molta scelta, se dovesse rifiutarsi verrebbe immediatamente fatto a pezzi e usato come concime.
Il piccoletto dai capelli verdi (il nome completo con tanto di dinastia è Kaiser de Emperana Beelzebub IV, nome impegnativo, volgio vedere come lo fanno entrare nella patente) ha un ruolo ben preciso, si trova sulla terra per dominarla, una volta adulto nessuno potrà opporsi alla sua forza ma fortunatamente per il momento è ancora piccolo.
In realtà, anche così la sua forza non è per nulla da sottovalutare, quando si mette a piangere sono razzi amarissimi, Beel è infatti in grado di scatenare delle tempeste elettriche capaci di friggere ogni cosa (pure le uova) quando ciò accade, gli unici in grado di calmarlo, sono la tata Hilda o il padre in persona.

La vicenda ha i toni classici di un po’ tutti i manga del genere, abbiamo un buon mix tra parti comiche/demenziali e parti di azione più movimentata.
(Le classiche scazzottate non mancano, e quando mai, ti pare che possono mancare?)
Oltre a questo, nel calderone vengono buttati, demoni, soprananturale, waifu e anche un buon rapporto di crescita reciproca tra il piccolo e lo studente delle superiori.

la serie è completa e conta 28 numeri, usciti successivamente anche in Italia, il tutto ha ottenuto anche un buon successo di pubblico, riuscendo a crearsi una discreta fanbase.
(Se frequentavate le fiere Cosplay ai tempi, si potevano trovare diversi cosplayer di Tatsumi Oga, sicuramente li avrete visti con il peluche del piccolo, sulla spalla o in testa)
Inizialmente la pubblicazione avvenne sulla rivista principale di Shonen Jump per poi spostarsi, nel suo ultimo anno di pubblicazione, su Jump NEXT!
(Rivista bimestrale/trimestrale che vede al suo interno diverse storie brevi e autoconclusive, un pò una vetrina per gliartisti emergenti, non è però raro vederci transitare anche altri mangaka più popolari, diversi autori diventati poi ultra popolari tra le masse, hanno iniziato proprio su queste pagine, uno tra tutti Masashi Kishimoto autore di Naruto, nel suo caso la rivista si chiamava ancora Akamaru Jump)

Indovinate un po’?
Il successo di Beelzebub (come sempre quando si parla di shonen) è da attribuire maggiormente alla serie animata, prodotta dallo Studio Pierrot nel 2011 e che conta un totale di 60 episodi.
(Con anche un’OAV introduttivo pubblicato come presentazione della serie, nel 2010)
Tra gli addetti ai lavori abbiamo Nobuhiro Takamoto nel ruolo di regista.
Forse vi ricorderete di lui per anime come (mi è partito il Troy Mcclure, scusate) 07-Ghost, Cyborg Kuro chan, Lodoss War, Spice and Wolf, Saiyuki Gaiden e gli OAV di Samurai Kenshin.
(In realtà ha preso parte a un’infinità di serie, sia come direttore che come curatore di Storyboard)

Voi che ne pensate di questa serie, siete fan del lavoro di Ryuhei Tamura?

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Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

2 commenti

  1. Beelzebub is a hilarious Anime. Demonic baby adopted by a high school delinquent, that alone is a pretty interesting dynamic.

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