AnketsuPills: Astra lost in space

Oggi parliamo di Astra lost in space, manga di casa Shueisha ad opera di Kenta Shinohara.
(Lo só che si chiama lost in space ma non c’entra con la famiglia Robinson)
Questo mangaka classe 1974, inizia la sua carriera come assistente di Hideaki Sorachi.
(Gintama vi dice niente?)
Una volta completata la gavetta, fece il suo esordio con alcune storie brevi e manga one-shot, probabilmente il più famoso è Sket Dance.
Il quale nasce proprio come storia autoconclusiva pubblica sulla rivista Weekly Shonen Jump ma in seguito al successo e alle richieste dei lettori, la storia venne serializzata per quasi 7 anni, dal 2007 al 2013 per un totale di 32 volumi.
(Lo stile demenziale e comico appreso da Sorachi, si fà sentire)

In seguito al buon successo, il mangaka continuò a lavorare alle sue storie e nel 2016 iniziò la pubblicazione proprio del manga al centro di questo articolo, ovvero Astra Lost in Space.
Questa volta però, non in formato cartaceo ma bensì in digitale attraverso la rivista Shonen Jump+.
(Se non la conoscete, Shonen Jump+ è una rivista gratuita disponibile per dispositivi mobile come Ios e Android, che permette di leggere settimanalmente i capitoli di diverse nuove serie manga e attraverso un’abbonamento mensile garantisce contenuti aggiuntivi.)

La storia di Astra, come dicevamo sopra, nasce in versione manga digitale nel Maggio del 2016 e si conclude nel Dicembre del 2017, per un totale di 5 numeri.
A partire dal 18 Dicembre 2019, il manga inizia la sua serializzazione anche in Italia, sia in versione sfusa, sia con la possibilità di avere il cofanetta porta manga a scomparsa.

Si si ok Anketsu, basta con i tuoi preamboli infiniti, siamo qui per sapere di che parla questa serie.
Eh ditelo prima no?
Rimedio subito.
In breve, qui dentro troverete, viaggi spaziali, esplorazione, pseudo-fantascienza, drama, qualche ship che ci stà sempre eeeee TUTINE.
Esatto tutine, di quelle cosí aderenti da far pensare che il sarto fosse troppo tirchio per comprare un nuovo rotolo di stoffa.
(In fondo, a chi non piacciono le tutine? Sinceri)

Più precisamente ci troviamo nell’anno 2063, un futuro non così troppo lontano dal nostro.
I viaggi dello spazio e le traversate in mezzo a un mare di stelle, non sono più solo un sogno.
Al centro delle vicende abbiamo un gruppo di ragazzi in viaggo scolastico (e ti pareva) in seguito a uno strano evento, i giovani vengono proiettati in una porzione di spazio completamente diversa da quella che era la loro reale destinazione.
Unica cosa familiare, è il relitto di una nave spaziale che dall’aspetto sempra abbandonata da tempo.
Protagonista principale è Kanata Hoshijima, ragazzo diciassettenne molto sveglio, dotato di buone doti fisiche ma soprattutto, della caratteristica che lo rende a tutti gli effetti un protagonista shonen.
La volonta di proteggere le persone a cui tiene con ogni mezzo.
(Raga io ve la buttò li, next manga, protagonista shonen stronzo che odia tutti, ruba e si approfitta della gente, spettacolo fidatevi)
Sfruttando l’intelligenza e le caratteristiche di ognuno dei membri del gruppo, i nostri ragazzi dovranno cercare di raggiungere nuovamente l’orbita terrestre.
Aspettatevi alcuni colpi di scena e soprattutto, una narrazione basata sulla crescita del legame tra i vari personaggi (con tutti gli intrecci che ne derivano)

In seguito al manga, abbiamo avuto la serie animata, nel Luglio del 2019 , è proseguita per un totale di 12 episodi con regia di Masaomi Ando.
Questo regista è conosciuto per aver già diretto altri anime come Scum’s Wish, School-Live!, Undefeated Bahamut Chronicle, Hakumei and Mikochi e il più recente Toilet-bound Hanako-kun.
Oltre a questi, si è dedicato anche alla regia di singoli episodi per altre serie popolari, come Gintama, Fairy Tail, Accel World, 07-Ghost e Vampire Knight.
Gran parte del successo di Astra, deriva proprio da questa trasposizione animata.
I lavori di animazione furono curati dallo Studio Lerche.
Uno studio abbastanza giovane, fondato solo nel 2011 ma che può contare al suo attivo, diverse produzioni che hanno riscosso diverso successo tra il pubblico di massa, come Assassination Classroom, Danganronpa, l’adattamento del recente manga fracese Radiant e l’OAV di 12 minuti Fate/Prototype.

Ad oggi, l’anime di Astra lost in space, viene considerato tra i migliori anime relativi alla stagione in cui fù pubblicato (il che vuol dire tutto e niente vista la qualità del resto) quindi, se siete alla ricerca di una storia di fantascienza o semplicemente di un’anime breve e leggero, da vedere tutto d’uno fiato tanto per distrarvi e passare qualche ora in relax Astra potrebbe fare al caso vostro.

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(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

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