Anime: Principessa Mononoke [Recensione]

principessa mononoke

INTRODUZIONE
Hola a tutti qui è Anketsu ed oggi si parte con un post di prim’ordine relativo ad un film di prim’ordine. Stiamo ovviamente parlando per celeberrimo “Principessa Mononoke” ad opera di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli.

Chi di voi non ha mai visto questo film? immagino pochi, infatti questa pellicola del 1997 è ancora oggi uno dei lavori di animazione più famosi ed apprezzati tra quelli del panorama giapponese. Un tripudio di filosofia, tecnica e passione che riesce ancora ad incantare il pubblico di ogni età.

Ma se di solito sono io ad accompagnarvi durante la scoperta – o riscoperta – di un film, questa volta lascio la parola ad una grande appassionata ed amante di anime, perciò vi presento la nuova ospite del sito, la bravissima Kitsune Girl! (datele il benvenuto come si deve tra i commenti e passate a supportare i suoi lavori).
Ora, senza ulteriori indugi, correte a leggere la sua recensione e le sue riflessioni in merito a questo colosso del cinema nipponico. Noi invece ci risentiamo a fine articolo nella sezione delle considerazioni e tra i commenti, buona lettura!

Siamo verso la fine del periodo Muromachi, nel nord dell’Arcipelago vive la pacifica tribù degli Emishi, il cui futuro capo è il giovane principe Ashitaka. La pace del villaggio viene interrotta da un cinghiale selvatico posseduto da una divinità malvagia. Il principe lo uccide ma resta ferito ad un braccio e colpito da una maledizione che potrebbe portarlo alla morte. Ashitaka sarà così costretto a partire verso Ovest dove potrebbe trovare il modo di neutralizzare la maledizione. Durante il viaggio incontra un avido bonzo che rivela al giovane l’esistenza di una foresta in cui vive il Dio-Bestia, creatura che regna sul mondo animale e vegetale, dotata di poteri soprannaturali.

Ashitaka raggiungerà il villaggio dei Tatara, comunità di fabbri guidata da Madame Eboshi. Qui la donna accoglie gli ammalati, le donne perdute e i contadini senza terra, per difenderli dai clan vicini. Ma la donna e la città con il disboscamento per l’alimentazione delle fucine si sono attirati l’odio di San, ragazza allevata dai lupi. La ragazza è soprannominata Principessa Mononoke, “la principessa degli spettri”.

Dopo uno scontro con San, che si era introdotta nella città per uccidere Eboshi, Ashitaka riporta la principessa svenuta nel folto della foresta. Lì incontra il Dio-Bestia e successivamente assisterà al feroce combattimento tra gli uomini e gli dei della foresta.

Il film è una vera e propria opera d’arte, un quadro in movimento, con una cura per i dettagli che lascia letteralmente a bocca aperta. Soprattutto se si pensa che l’opera è stata realizzata nel 1997, anziché proporre la solita lotta tra bene e male pone l’accento sull’odio incondizionato, sull’oscurità che esso genera e sulle sue terribili conseguenze.

La natura non subisce passivamente le azioni degli esseri umani, ma si ribella fino a trasformarsi. L’uomo crea armi, le armi sparano generando odio, l’odio muta gli animali in demoni.

I personaggi di questo film sono fondamentali a loro modo nella trama, e sono realizzati con semplicità; non vi sono delle parti riflessive sui personaggi, diciamo che la vera parte riflessiva incide sulla trama ma non sui personaggi.

principessa mononoke studio ghibli miyazaki anime ita

Il character design, si fa ancora più ricco, con un’attenzione maniacale anche per i minimi particolari, specialmente per quanto riguarda gli dei-bestia, imponenti e terribili. Volutamente inquietante è anche l’aspetto della metamorfosi maligna, che ben descrive la sensazione soffocante della possessione di questi enormi animali da parte di sentimenti di pura negatività.

Gli uomini si sono espansi, gli scarti della produzione inquinano le acque. Le divinità animali, sia cinghiali che lupi giganti, che incarnano il rispetto e le tradizioni minacciate dal progresso, sono allo stesso tempo, feroci e arroganti.

La loro simbiosi spirituale con la natura, dalla cui distruzione sono toccati direttamente e dolorosamente, rende le loro sofferenze atroci, ma non giustifica la possessività con cui si riferiscono alle foreste e alle montagne, che considerano loro dominio esclusivo, non condivisibile con nessun altro. Accecati da disprezzo e risentimento, non si dimostrano spesso migliori dei loro nemici

Il rapporto tra Ashitaka e San è inoltre tutt’altro che la classica favola principe-principessa, piuttosto un amore platonico, mai scontato, capace di maturare dolcemente durante tutto l’arco narrativo.

Un amore in grado di riequilibrare e unire anche le due forze in guerra: uomini e natura.

Impressionante la scena in cui San succhia il sangue dalla ferita alla lupa che considera madre e, passandosi un braccio intorno alla bocca sporca di sangue, si pulisce sbafandosi il viso. È con questa potente immagine che Studio Ghibli ci presenta l’eroina del film. Lontana dalle principesse a cui siamo abituati.

Risulta strana la scelta di intitolare il film a San, la quale, sostenendo la propria natura ferina e manifestando la propria ostilità eterna nei confronti degli umani, si manifesta come l’esempio degli effetti negativi di pregiudizi e rancore.

Ashitaka, al contrario, abile e coraggioso è l’emblema del messaggio positivo, comprende le posizioni di tutti e, pur non avendo una risposta ad ogni problema, cerca in ogni modo di raggiungere un equilibrio e un dialogo costruttivi, ben conscio delle sofferenze che l’odio porta ad entrambe le fazioni.

La ragazza all’inizio sembra completamente pervasa dall’odio per gli esseri umani, odio che non le fa temere nemmeno la morte pur di uccidere Eboshi, la donna che lei crede essere l’origine di tutti i mali. Anche Ashitaka viene travolto da questo odio incontrollato, ma riuscirà a placarlo. Ferito gravemente, con San che tenta di ucciderlo, riesce solo a dirle «Ti trovo… bellissima»; è questa semplice frase a cambiare radicalmente il loro rapporto. Ashitaka riesce così a far breccia nel cuore indurito della ragazza, finendo per essere ricambiato. Sono proprio i due ragazzi, con questo sentimento nuovo per entrambi, a raffigurare l’amore, l’unica cosa in grado di combattere l’odio.

Le animazioni sono fluide e dinamiche, capaci di illustrare alla perfezione sia i movimenti più semplici di personaggi umani e animali sia la concitazione delle scene d’azione. La stessa regia si dimostra calma e riflessiva o più rapida e frenetica a seconda delle circostanze. Semplicemente ottimi gli effetti di luce e l’utilizzo dei colori, tendenzialmente vivi senza essere brillanti.

Principessa Mononoke è il film più cupo e più violento di Miyazaki. Il regista mette in evidenza tutto il suo pessimismo nei confronti del genere umano. Una vicenda che nasce ed è pervasa dall’odio, ma il finale lascia intravedere uno spiraglio di speranza.

Recensione di Kitsune Girl

principessa mononoke studio ghibli miyazaki anime ita

CONSIDERAZIONI
Hola, a scrivervi sono di nuovo io, Anketsu.
Quindi che ne pensate della Principessa Mononoke? qui sotto voglio leggere un sacco di commenti dove mi raccontate cosa significa per voi questa pellicola, quali ricordi avete legati ad esse e quali sono le vostre interpretazioni dei temi del film.
C’è veramente tanto da dire su questo anime quindi dateci sotto!
(p.s. una curiosità, ma lo sapevate che questo film detenne per diversi mesi il record ai botteghini Giapponesi? l’unico che riuscì a superarlo fu Titanic, that Leo di Caprio va forte pure tra i jappo).

Inoltre, ma quanto è stata brava Kitsune Girl durante la stesura di questa recensione?
Si vede proprio che anche per lei questo film ha un significato speciale. Mentre speriamo di poterla riavere presto come ospite sul sito, vi ricordo, se non l’avete già fatto, di passare a supportarla sulla sua pagina Instagram che trovate linkata qui.

Se volete discutere di questo e tanti altri anime passate dal nostro server Discord dove troverete decine di appassionati.

Se il post ti è piaciuto
Followami

Commenta
Lascia Like
Passa dai social
Grazie per la lettura

(non so scrivere, faccio un sacco di errori e
non pubblico nessuna recensione, commento roba e basta)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: